Come migliorare l’assorbimento della CURCUMA nell’organismo

Per poter assimilare al cento per cento la curcumina (il principio attivo contenuto nella curcuma), l’organismo ha bisogno della piperina (contenuta nel pepe nero), che permette di aumentare del 154% la biodisponibilità della curcuma (la “biodisponibilità” è la quantità di un nutriente che l’organismo è in grado di assorbire e di utilizzare per le proprie funzioni fisiologiche).

Pertanto, per assicurarci un livello di assorbimento ottimale all’interno dell’organismo, dobbiamo accompagnare la curcuma con:

Pepe nero. Basta una spolverata di pepe nero (ne basta circa il 3% rispetto alla quantità di curcuma, ovvero 3 grammi ogni 100 grammi di curcuma) per ottenerne il massimo beneficio.

Olio di cocco. Poiché la curcumina è un principio attivo liposolubile (viene cioè veicolato dai grassi) è consigliabile mescolarla all’olio extravergine di oliva, all’olio di cocco o al burro di ghee.

Calore. Anche riscaldare la curcuma, mescolata al grasso per un massimo di 15 minuti, permette di migliorarne l’assorbimento.


Sono stati pubblicati più di 6000 studi clinici che dimostrano l’efficacia della curcumina come:

Antinfiammatorio. L’aspetto più potente della curcumina è la sua capacità di controllare l’infiammazione. La rivista Oncogene ha pubblicato i risultati di uno studio che ha valutato diversi composti anti-infiammatori e ha scoperto che alcuni farmaci come l’aspirina e ibuprofene sono meno efficaci sull’infiammazione rispetto alla curcuma.

Digestivo. Assumere la curcuma come condimento nei piatti e insieme alle verdure migliora la digestione e il transito intestinale riducendo l’infiammazione del colon e prevenendo il gonfiore.

Rigenera il cervello. Secondo alcuni studi la curcumina ed altri composti presenti in questa spezia sarebbero in grado di prevenire lesioni ed altri danni alle arterie cerebrali, ripristinare la produzione di energia da parte delle cellule, mantenere corretti i livelli di enzimi antiossidanti protettivi del cervello e ripararci dai danni cerebrali causati da radicali liberi e infiammazione. Uno studio della Duke University ha dimostrato che la curcumina è in grado di allontanare la demenza e può essere utile per chi soffre di Alzheimer.

Depurativo. E’ stato osservato che la curcumina è in grado di rimuovere l’alluminio dal corpo. L’elevata presenza di questo metallo tossico è molto frequente poichè molti cibi e cotture lo contengono (caffè in moka di alluminio, pentola di alluminio, carta di alluminio, cibi in scatola, formaggi, ecc.).

Anticancro. Lo stesso Cancer Research UK ha affermato che un certo numero di studi di laboratorio su cellule tumorali hanno dimostrato che la curcumina ha effetti antitumorali. Sembra essere in grado di uccidere le cellule tumorali e prevenirne la crescita. Essa ha i migliori effetti sul cancro al seno, cancro del colon, cancro allo stomaco e cancro della pelle.

Elimina la candida. La curcumina ha una potente attività antifungina contro diversi ceppi di Candida.

Protegge il cuore. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology ha dimostrato che la curcumina è in grado di ridurre il rischio di attacco cardiaco del 56%.

Depressione. La rivista Phytotherapy Research ha pubblicato i risultati di uno studio in cui ha mostrato come 60 volontari con diagnosi di disturbo depressivo maggiore (come la depressione maniacale) hanno avuto più benefici nella gestione della depressione con la curcumina rispetto al Prozac prevenendo altresì gli effetti collaterali del farmaco.

 

Controindicazioni

Nella maggior parte dei casi, l’assunzione di curcuma in dosi normali non comporta rischi o effetti collaterali.

Chi soffre di occlusione delle vie biliari e danni alla cistifellea dovrebbe assumerla solo dopo un consulto con il medico.

Anche chi assume farmaci anticoagulanti, antiacidi, antistaminici e per il diabete dovrebbe prima chiedere il parere del proprio medico curante.

Le donne in gravidanza e durante l’allattamento farebbero meglio ad evitarla.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono presentate a scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si ricorda l’importanza di evitare l’autoterapia e, in presenza di problematiche particolari, si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante per accertare l’assenza di controindicazioni ed interazioni farmacologiche. Lo stesso vale anche per i bambini e in caso di gravidanza e allattamento.

 

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Erika Liani Naturopata

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